Introduzione
La Scienza della nutrizione è la disciplina che studia le proprietà e le modalità di assimilazione da parte dell’organismo delle sostanze nutritive, ossia di quelle sostanze che, all’interno del corpo, subiscono trasformazioni molto complesse e forniscono a esso energia ed elementi utili alla sua crescita, riparazione e mantenimento.
La necessità di procurarsi alimenti dall’ambiente esterno è comune all’uomo e a tutti gli organismi che vengono definiti eterotrofi, i quali non sono in grado di sintetizzare composti organici, da utilizzare successivamente, come invece fanno gli organismi autotrofi.
Le sostanze nutritive vengono ingerite e demolite nelle loro componenti più semplici nell’apparato digerente; sono poi assorbite a livello dell’intestino, e passano nel sangue, dal quale vengono distribuite a tutte le cellule.
All’interno di ciascuna cellula, in base alle caratteristiche di questa e a particolari esigenze dell’organismo (ad esempio, necessità di una grande quantità di energia per lo svolgimento di un’intensa attività fisica oppure necessità di costruire rapidamente molte strutture corporee in un bambino in crescita), le sostanze nutritive vengono coinvolte in una serie di reazioni chimiche che, nel loro complesso, prendono il nome di metabolismo.
In particolare, i processi di respirazione cellulare permettono alla cellule di sintetizzare molecole di adenosina trifosfato (ATP) in cui viene immagazzinata energia.
La comprensione del ruolo di ciascun nutriente nelle funzioni corporee non è ancora completa, ma, in generale, è chiaro che solo un’alimentazione il più possibile varia e che preveda la quotidiana introduzione di tutti i tipi di sostanze nutritive permette lo sviluppo armonico dell’organismo e il mantenimento di condizioni di salute buone.
Infatti, condizioni di malnutrizione, in cui vi è un apporto insufficiente o sbilanciato di nutrienti, possono facilitare l’insorgenza di patologie, non soltanto in modo diretto, a causa degli squilibri organici che esse creano, ma anche in modo indiretto, perché la debilitazione dell’organismo comporta una minore efficienza del sistema immunitario e, quindi, la minore capacità di reazione di questo agli agenti infettivi

